Il giornale delle associazioni

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mercoledì 10 dicembre 2014

L'architettura nel Medioevo.


 

di Alexis Bardi

 

L'architettura nel Medioevo. Storia.

Nei primi secoli del Medioevo la maggior parte della gente stentava la vita
e se la passava molto male. In ogni centro abitato vi era un padrone tirannico,
il feudatario, e costui sfruttava senza remissione i propri sudditi: obbligava i
cosiddetti servi della gleba a lavorare nelle sue proprietà e gravava di tasse
spropositate i << liberi >>, cioè coloro che possedevano un po' di terra al sole.
È interessante sapere che proprio in quel periodo nacquero alcune parole che
indicano vessazione e prepotenza: abuso, sopruso, angheria. Conoscere la storia
delle parole vuol dire conoscere la storia. << Abusus >> e << soprusus >>
erano i diritti riservati al feudatario di aggravare le tasse sulle proprietà dei
<< liberi >>; la parola angheria, che significa prepotenza, deriva da << angaria >>;
questa parola indicava l'obbligo, specialmente dei servi della gleba, di contribuire,
senza compenso, alla costruzione di opere murarie in favore del feudatario.
A tutto questo vanno aggiunte le frequenti lotte fra i signorotti, che portavano la
distruzione e il terrore nelle campagne e nei paesi. A causa di questo modo di vivere
così incerto e penoso, e anche perché in quell'epoca tutti vivevano la fede molto
profondamente, la gente considerava la chiesa l'unico asilo sicuro e benefico.
Ecco perché nel Medioevo sorsero ovunque numerose e grandi chiese.
Prima le chiese abbaziali, poi le cattedrali divennero operosi centri di lavoro e di
cultura; a poco a poco la stessa vita dei cittadini si organizzava attorno alla casa
di Dio e abbandonava le sospettose e prepotenti rocche feudali, assumendo un aspetto
più sereno.
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La nascita del Campanile.

In mezzo alla campagna, nei paesi e nelle città, i monaci avevano costruito la loro
chiesa, che era luogo di preghiera e di lavoro. Nei cortili interni dell'abbazia essi
avevano impiantato grandi officine nelle quali lavoravano, oltre agli stessi monaci,
gli artigiani del contado. Costoro non solo potevano lavorare in tutta tranquillità
ma imparavano a conoscere la propria forza e, quel che più importava, il diritto a
vivere liberamente senza dover sottostare agli ordini di feudatari e di imperatori.
Intorno al VII secolo le abbazie si arricchirono di un nuovo elemento: il campanile.
Dapprima esso non oltrepassò il tetto della chiesa, poi lo superò e puntò verso l'alto;
nella parte superiore si apriva la cella campanaria, dalla quale il suono delle campane
si spandeva all'intorno per annunciare << terza e nona >>, cioè per dare segnale del
lavoro e del riposo.
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La Cattedrale.

Negli ultimi due secoli del primo millennio ogni città fece a gara per innalzare grandi
e belle cattedrali. Cattedrali e non abbazie, non chiese e tanto meno basiliche.
Si chiamavano cattedrali perché in esse si trovava la cattedra del vescovo. La cattedra
era situata o in fondo all'abside, dietro l'altare maggiore, o di fianco a questo.
A quei tempi veniva messo in evidenza il compito di insegnamento, pastorale e civile,
che aveva il vescovo. Egli insegnava ai cittadini ad essere buoni cristiani e, nello stesso
tempo, a difendere la propria dignità di uomini contro le angherie e le prepotenze
dell'imperatore. Anche materialmente la cattedrale diventava un ottimo rifugio, perché
dava asilo sicuro ai cittadini minacciati dai signorotti e dallo stesso imperatore.
Per questo il tempio era forte e massiccio: aveva grosse mura, torri, potenti pilastri e
volte a tutto sesto; le finestre, piccole, assomigliavano a feritoie. Nell'interno si respirava
un'atmosfera di mistero e di lotta; sui capitelli, alla base delle colonne, gli scultori avevano
modellato esseri mostruosi che apparivano come tanti nemici in agguato.
Nel centro della chiesa, sotto la cupola, si innalzava l'altare, al quale si giungeva salendo
una scalinata. Gli studiosi del secolo scorso hanno chiamato lo stile di questi templi col
nome di <<romanico >>, per significare la sua lontana derivazione dall'arte romana.
Per lo stesso motivo vennero chiamate << romanze >> le lingue derivate dal latino, cioè
dall'antica lingua del Romani


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Il Battistero.

Vicino alla cattedrale veniva costruito un altro elemento caratteristico dell'architettura
medioevale: il battistero. Esso costituiva il centro ideale della città poiché ognuno vi
riceveva, col battesimo, la cittadinanza celeste, e, con la scritturazione sui libri civili,
la cittadinanza terrena. Il battistero era a volte di forma circolare o, più spesso, di forma
prismatica, in modo da avere le facce rivolte a tutti i lati della città.
La mole di questo edificio a noi può sembrare notevole. Ma dobbiamo tener presente
che quando esso veniva aperto per la somministrazione del sacramento, il Sabato Santo
e il sabato precedente la Pentecoste, una discreta folla si ammassava nel suo interno, dove
i sacerdoti battezzavano i nuovi cittadini immergendoli nella fonte lustrale.
Vi era anzi parecchia confusione nell'interno, tanto che qualche neonato correva il rischio
di annegare. Lo stesso Dante racconta, nella Divina Commedia, di aver salvato << un che
dentro v'annegava >>.


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La chiesa gotica.

Le chiese perdono la loro atmosfera cupa, di mistero, e acquistano splendore e luminosità.
Grazie anche ad alcune innovazioni strutturali, da massicce e gravi diventano leggere, aeree.
Questo è il contrasto fra lo stile romanico e lo stile gotico, nato in Francia e diffusosi
rapidamente in Europa nei primi due secoli di questo millennio. La facciata della cattedrale
si innalza; le guglie altissime che svettano sui pilastri accentuano lo sviluppo ascensionale
della costruzione. I cittadini offrono denari perché le nuove cattedrali siano belle e grandi.


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